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AVVERTENZE
Iperkaliemia: in accordo con il suo meccanismo d'azione, con la somministrazione di eplerenone puo' verificarsi iperkaliemia. I livelli di potassio sierico devono essere monitorati in tutti i pazienti all'inizio del trattamento ed in seguito a modifica del dosaggio. Successivamente, si raccomanda di effettuare un monitoraggio periodico specialmentenei pazienti a rischio di iperkaliemia, come i pazienti anziani con insufficienza renale (vedere paragrafo 4.2) ed i pazienti diabetici. L'uso di integratori di potassio dopo che e' stato avviato il trattamento con eplerenone non e' raccomandato a causa di un maggiore rischio diiperkaliemia. E' stato osservato che la riduzione del dosaggio di eplerenone riduce i livelli di potassio sierico. Nel corso di uno studioe' stato osservato che l'aggiunta di idroclorotiazide al trattamento con eplerenone ha compensato gli incrementi del potassio sierico. Il rischio di iperkaliemia puo' aumentare quando eplerenone viene usato incombinazione con un inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE) e/o un bloccante del recettore dell'angiotensina (ARB). Lacombinazione di un inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE) e di un bloccante del recettore dell'angiotensina (ARB) coneplerenone, non deve essere utilizzata (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). Funzionalita' renale compromessa: i livelli di potassio devono essere monitorati regolarmente nei pazienti con funzionalita' renale compromessa, inclusi i pazienti con microalbuminuria diabetica. Il rischio di iperkaliemia aumenta con la riduzione della funzionalita' renale. Sebbene i dati dello studio Eplerenone Post-acute Myocardial Infarction Heart failure Efficacy and Survival Study (EPHESUS) in pazienti con diabete di tipo 2 e microalbuminuria siano limitati, in questo piccolo numero di pazienti e' stato osservato un aumento di iperkaliemia. Pertanto, questi pazienti devono essere trattati con cautela. L'eplerenone nonviene eliminato mediante emodialisi. Funzionalita' epatica compromessa: nei pazienti con compromissione della funzionalita' epatica lieve-moderata (Punteggio Child Pugh A e B) non sono stati osservati incrementi del potassio sierico al di sopra di 5,5 mmol/l. I livelli elettrolitici devono essere monitorati nei pazienti con compromissione epaticalieve- moderata. L'uso di eplerenone in pazienti con compromissione epatica grave non e' stato valutato e il suo uso e' pertanto controindicato (vedere paragrafi 4.2 e 4.3). Induttori del CYP3A4: la somministrazione concomitante di eplerenone con gli induttori potenti del CYP3A4non e' raccomandata (vedere paragrafo 4.5). Litio, ciclosporina, tacrolimus devono essere evitati durante il trattamento con eplerenone (vedere paragrafo 4.5). Eplerenone Krka contiene lattosio: i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, totale deficit di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale. Eplerenone Krka contiene sodio. Questomedicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose, cioe' essenzialmente "senza sodio".
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Diuretici, antagonisti dell'aldosterone.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Pazienti con livelli di potassio sierico> 5,0 mmol/l all'inizio del trattamento. Pazienti con insufficienza renale grave (eGFR<30mL al minuto per 1,73m^2). Pazienti con insufficienza epatica grave (Punteggio Child-Pugh C). Pazienti che assumono diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio o inibitori potenti del CYP3A4 (per es. itraconazolo, ketoconazolo, ritonavir, nelfinavir, claritromicina, telitromacina e nefazodone) (vedere paragrafo4.5). Combinazione di eplerenone con un inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE) e un bloccante del recettore dell'angiotensina (ARB).
DENOMINAZIONE
EPLERENONE KRKA COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
ECCIPIENTI
Nucleo della compressa: lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, ipromellosa, magnesio stearato, sodio laurilsulfato. Rivestimento della compressa: ipromellosa, macrogol 400, titanio biossido (E171), polisorbato 80, ferro ossido giallo (E172).
EFFETTI INDESIDERATI
In due studi (EPHESUS e Eplerenone in Mild Patients Hospitalization and Survival Study in Heart Failure [EMPHASIS-HF]), l'incidenza complessiva degli eventi avversi segnalati con eplerenone e' risultata simileal placebo. Gli eventi avversi sotto riportati sono quelli di cui si sospetta una correlazione con il trattamento e che si presentano con una frequenza maggiore che con il placebo, o che sono gravi e si presentano con una frequenza significativamente maggiore che con il placebo,o ancora che sono stati osservati durante la sorveglianza post-marketing. Gli eventi avversi sono elencati per sistema e in base alla frequenza assoluta. Le frequenze vengono definite come: molto comune (>=1/10); omune (>=1/100, < 1/10); non comune (>=1/1000, < 1/1c00); raro (>=1/10.000, <1/1000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza nonpuo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Frequenza dellereazioni avverse in studi controllati Eplerenone/Placebo. Infezioni einfestazioni. Non comune: pielonefrite, infezione, faringite. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: eosinofilia. Patologie endocrine. Non comune: ipotiroidismo. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: iperkaliemia (vedere paragrafi 4.3 e 4.4), ipercolesterolemia; non comune: iponatriemia, disidratazione, ipertrigliceridemia. Disturbi psichiatrici. Comune: insonnia. Patologie del sistema nervoso. Comune: sincope, capogiro, cefalea; non comune: ipoestesia. Patologie cardiache. Comune: insufficienza ventricolare sinistra, fibrillazione; non comune: atriale tachicardia. Patologie vascolari. Comune:ipotensione trombosi arteriosa di un arto; non comune: ipotensione ortostatica. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: tosse. Patologie gastrointestinali. Comune: diarrea, nausea, costipazione, vomito; non comune: flatulenza. Patologie della cute e del tessutosottocutaneo. Comune: eruzione cutanea, prurito angioedema; non comune: iperidrosi. Patologie muscoloscheletriche e del tessuto connettivo.Comune: spasmo muscolare, mal di schiena dolore; non comune: muscoloscheletrico. Patologie renali ed urinarie. Comune: danno renale (vedereparagrafi 4.4 e 4.5). Patologie epatobiliari. Non comune: colecisti.Patologie del sistema riproduttivo e della mammella. Non comune: ginecomastia. Disturbi generali e condizioni del sito di somministrazione.Comune: astenia; non comune: malessere. Indagini. Comune: aumento dell'urea ematica, aumento della creatinina ematica; non comune: diminuzione del recettore del fattore di crescita epidermico, aumento della glicemia. Nello studio EPHESUS, si e' verificato un maggior numero di casi di ictus nel gruppo di pazienti molto anziani (>=75 anni). Non e' stata comunque osservata una differenza significativa tra l'incidenza diictus nel gruppo trattato con eplerenone (30) rispetto a placebo (22). Nello studio EMPHASIS-HF, il numero dei casi di ictus in pazienti molto anziani (>=75 anni) e' stato 9 nel gruppo eplerenone e 8 nel gruppo placebo. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggiocontinuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatorisanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalareuna-sospetta-rea zione-avversa.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: non vi sono dati sufficienti sull'uso di eplerenone in donne in gravidanza. Gli studi effettuati su animali non hanno indicato eventi avversi diretti o indiretti su gravidanza, sviluppo embrio-fetale, parto o sviluppo post-natale (vedere paragrafo 5.3). Si richiede cautela nel prescrivere eplerenone alle donne in gravidanza. Allattamento: non e' noto se l'eplerenone venga escreto nel latte materno dopo somministrazione orale. Tuttavia, i dati preclinici evidenziano che l'eplerenone e/o i suoi metaboliti sono presenti nel latte dei ratti e chei piccoli dei ratti esposti a questa via di somministrazione si sviluppano normalmente. Poiche' non sono noti i possibili eventi avversi sul bambino durante l'allattamento al seno, si deve decidere se interrompere l'allattamento o il trattamento, tenendo conto dell'importanza del medicinale per la madre. Fertilita': non sono disponibili dati sullafertilita' umana.
INDICAZIONI
Eplerenone e' indicato: in aggiunta alla terapia standard inclusi i betabloccanti, per la riduzione del rischio di mortalita' e morbilita' cardiovascolare (CV) in pazienti stabili con disfunzione ventricolare sinistra (LVEF <= 40%) ed evidenze cliniche di scompenso cardiaco a seguito di recente infarto del miocardio (IM). In aggiunta alla terapia standard, per la riduzione del rischio di mortalita' e morbilita' cardiovascolare (CV) nei pazienti adulti con insufficienza cardiaca (cronica) in Classe NYHA II e disfunzione sistolica ventricolare sinistra (LVEF <= 30%) (vedere paragrafo 5.1).
INTERAZIONI
Interazioni farmacodinamiche. Diuretici risparmiatori di potassio e integratori di potassio: a causa del rischio aumentato di iperkaliemia,l'eplerenone non deve essere somministrato nei pazienti in trattamentocon altri diuretici risparmiatori di potassio e integratori di potassio (vedere paragrafo 4.3). I diuretici risparmiatori di potassio possono anche potenziare l'effetto di agenti antiipertensivi e di altri diuretici. ACE inibitori, bloccanti del recettore dell'angiotensina (ARB): il rischio di iperkaliemia puo' aumentare quando eplerenone viene usato in combinazione con un ACE inibitore e/o un ARB. Si raccomanda unattento monitoraggio del potassio sierico e della funzionalita' renale, specialmente nei pazienti a rischio per la funzionalita' renale compromessa, come ad esempio gli anziani. La triplice associazione di inibitori ACE e ARB con eplerenone non deve essere utilizzata (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Litio: non sono stati condotti studi di interazionecon il litio. Tuttavia la tossicita' da litio e' stata segnalata in pazienti che assumevano litio contemporaneamente a diuretici e ACE-inibitori (vedere paragrafo 4.4). La somministrazione concomitante di eplerenone e litio deve essere evitata. Se questa combinazione e' necessaria, occorre monitorare le concentrazioni plasmatiche di litio (vedere paragrafo 4.4). Ciclosporina, tacrolimus: ciclosporina e tacrolimus possono portare alla funzionalita' renale compromessa e aumentare il rischio di iperkaliemia. L'uso concomitante di eplerenone e ciclosporina otacrolimus deve essere evitato. Se necessario, si raccomanda un attento monitoraggio del potassio sierico e della funzionalita' renale quando la ciclosporina e il tacrolimus vengono somministrati durante il trattamento con eplerenone (vedere paragrafo 4.4). Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): il trattamento con FANS puo' causare insufficienza renale acuta attraverso un'azione diretta sulla filtrazione glomerulare, specialmente nei pazienti a rischio (anziani e/o pazienti disidratati). I pazienti in trattamento con eplerenone e FANS devono essere adeguatamente idratati e la funzionalita' renale deve essere controllata prima di iniziare il trattamento. Trimetoprim: la somministrazione concomitante di trimetoprim e eplerenone aumenta il rischio di iperkaliemia. Deve essere effettuato il monitoraggio del potassio siericoe della funzionalita' renale, specialmente in pazienti con compromissione renale e negli anziani. Alfa-1 bloccanti (per es. prazosina, alfuzosina): quando gli alfa-1 bloccanti vengono somministrati in associazione ad eplerenone, puo' verificarsi un aumento dell'effetto ipotensivoe/o ipotensione posturale. Si raccomanda pertanto un monitoraggio clinico dell'ipotensione posturale in caso di somministrazione concomitante con gli alfa-1 bloccanti. Antidepressivi triciclici, neurolettici,amifostina, baclofene La somministrazione concomitante di questi medicinali con eplerenone puo' aumentare potenzialmente gli effetti antiipertensivi e il rischio di ipotensione posturale. Glucocorticoidi, tetracosactide: la somministrazione concomitante di questi medicinali con eplerenone puo' diminuire potenzialmente gli effetti antiipertensivi (ritenzione di sodio e di liquidi). Interazioni farmacocinetiche: gli studi in vitro indicano che l'eplerenone non e' un'inibitore degli isoenzimi del CYP1A2, CYP2C19, CYP2C9, CYP2D6 o CYP3A4. L'eplerenone non e'un substrato o un inibitore della glicoproteina-P. Digossina: l'esposizione sistemica (AUC) alla digossina aumenta del 16% (90% IC: 4%-30%)se somministrata assieme all'eplerenone. Si raccomanda cautela quandola digossina viene somministrata a dosi vicine al limite terapeuticosuperiore. Warfarin: non sono state osservate interazioni farmacocinetiche clinicamente significative con warfarin. Si raccomanda cautela quando il warfarin viene somministrato a dosi vicine al limite terapeutico superiore. Substrati del CYP3A4: i risultati degli studi di farmacocinetica sui substrati specifici del CYP3A4, ad esempio midazolam e cisapride, non hanno mostrato alcuna interazione farmacocinetica significativa quando questi medicinali sono stati somministrati insieme all'eplerenone. Inibitori del CYP3A4. Inibitori potenti del CYP3A4: quandol'eplerenone viene somministrato insieme a medicinali che inibiscono l'enzima CYP3A4 possono verificarsi interazioni farmacocinetiche significative. Un potente inibitore del CYP3A4 (ketoconazolo 200 mg BID) hadeterminato un aumento del 441% nell'AUC dell'eplerenone (vedere paragrafo 4.3). L'uso concomitante di eplerenone con forti inibitori del CYP3A4, quali ketoconazolo, itraconazolo, ritonavir, nelfinavir, claritromicina, telitromicina e nefazadone e' controindicato (vedere paragrafo 4.3). Inibitori deboli-moderati del CYP3A4: la somministrazione concomitante di eritromicina, saquinavir, amiodarone, diltiazem, verapamile fluconazolo ha determinato interazioni farmacocinetiche significative con aumenti dell'AUC dal 98% al 187%. Pertanto, il dosaggio di eplerenone non deve superare 25 mg quando gli inibitori deboli-moderati del CYP3A4 vengono somministrati insieme all'eplerenone (vedere paragrafo 4.2). Induttori del CYP3A4: la somministrazione contemporanea dell'Erba di S. Giovanni (un potente induttore del CYP3A4) con l'eplerenoneha causato una diminuzione del 30% nell'AUC dell'eplerenone. Una diminuzione piu' pronunciata dell'AUC dell'eplerenone puo' verificarsi coninduttori piu' potenti del CYP3A4, quali la rifampicina. A causa del rischio di una ridotta efficacia dell'eplerenone, l'uso concomitante diinduttori potenti del CYP3A4 (rifampicina, carbamazepina, fenitoina,fenobarbitale, Erba di S. Giovanni) con eplerenone non e' raccomandato(vedere paragrafo 4.4). Antiacidi: sulla base dei risultati di uno studio clinico di farmacocinetica, non si prevedono interazioni significative quando gli antiacidi vengono somministrati con eplerenone.
POSOLOGIA
Posologia: sono disponibili dosaggi da 25 mg e 50 mg per l'aggiustamento individuale della dose. La dose massima giornaliera e' 50 mg al giorno. Pazienti con scompenso cardiaco a seguito di IM: la dose di mantenimento raccomandata di eplerenone e' di 50 mg una volta al giorno. Iltrattamento deve essere iniziato alla dose di 25 mg una volta al giorno e gradualmente aumentato alla dose raccomandata di 50 mg una voltaal giorno preferibilmente entro 4 settimane, tenendo in considerazionei livelli di potassio sierico. La terapia con eplerenone deve iniziare normalmente entro 3-14 giorni da un episodio di IM acuto. Pazienti con insufficienza cardiaca (cronica) in Classe NYHA II: per i pazienticon insufficienza cardiaca cronica in Classe NYHA II, il trattamento deve essere iniziato alla dose di 25 mg una volta al giorno e gradualmente aumentato alla dose raccomandata di 50 mg una volta al giorno preferibilmente entro 4 settimane; tenendo conto dei livelli di potassio sierico. I pazienti con livelli di potassio sierico > 5,0 mmol/l non devono iniziare la terapia con eplerenone (vedere paragrafo 4.3). Il potassio sierico deve essere misurato prima di iniziare la terapia con eplerenone, entro la prima settimana di trattamento ed un mese dopo l'inizio del trattamento o dell'aggiustamento posologico. Successivamente,il potassio sierico deve essere valutato al bisogno su base periodica. Dopo l'inizio della terapia, la dose deve essere aggiustata in baseal livello del potassio sierico come indicato. Dopo la sospensione dieplerenone a causa di livelli di potassio sierico >= 6,0 mmol/l, eplerenone puo' essere ripreso alla dose di 25 mg a giorni alterni quando ilivelli di potassio siano scesi al di sotto di 5,0 mmol/l. Popolazione pediatrica: la sicurezza e l'efficacia di eplerenone nei bambini e negli adolescenti non sono state stabilite. I dati al momento disponibili sono riportati nei paragrafi 5.1 e 5.2. Anziani: non e' necessarioun aggiustamento della dose iniziale negli anziani. A causa di una diminuzione della funzionalita' renale correlato all'eta', il rischio diiperkaliemia aumenta nei pazienti anziani. Tale rischio puo' aumentarequando e' presente una co-morbidita' associata ad una aumentata esposizione sistemica, in particolare in presenza di compromissione epaticada lieve- moderata. Si raccomanda in questi pazienti il monitoraggioperiodico del potassio sierico (vedere paragrafo 4.4). Danno renale: non e' necessario un aggiustamento della dose iniziale nei pazienti condanno renale moderato. Si raccomanda in questi pazienti il monitoraggio periodico del potassio sierico. I pazienti con danno renale moderato (CrCl 30-60 ml/min) devono iniziare il trattamento con 25 mg a giorni alterni e l'aggiustamento della dose deve avvenire in base ai livelli di potassio. Si raccomanda il monitoraggio periodico del potassio sierico (vedere paragrafo 4.4). Non c'e' esperienza nei pazienti con insufficienza cardiaca a seguito di infarto miocardico con CrCl<50 ml/min. L'uso di eplerenone in questi pazienti deve essere effettuato con cautela. Dosi al di sopra di 25 mg al giorno non sono state studiate neipazienti con CrCl<50 ml/min. L'uso nei pazienti con danno renale grave (CrCl <30 ml/min) e' controindicata (vedere paragrafo 4.3). Eplerenone non e' dializzabile. Compromissione epatica: non e' necessario un aggiustamento della dose iniziale nei pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata. A causa di un aumento dell'esposizione sistemica all'eplerenone, in pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata, specialmente se anziani, si raccomanda un monitoraggio frequente e regolare del potassio sierico (vedere paragrafo 4.4). Uso concomitante: in caso di trattamento concomitante con inibitori deboli o moderati del CYP3A4, ad esempio amiodarone, diltiazem e verapamil, si puo' iniziare il trattamento con 25 mg al giorno. La dose non deve superare 25 mg al giorno (vedere paragrafo 4.5). L'eplerenone puo' essere somministrato con o senza cibo (vedere paragrafo 5.2).
PRINCIPI ATTIVI
25 mg: ogni compressa rivestita con film contiene 25 mg di eplerenone.50 mg: ogni compressa rivestita con film contiene 50 mg di eplerenone. Eccipiente con effetti noti. Lattosio monoidrato 25 mg: ogni compressa rivestita con film contiene 34,5 mg di lattosio monoidrato. 50 mg:ogni compressa rivestita con film contiene 69 mg di lattosio monoidrato. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.