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ENTECAVIR TE*30CPR RIV 0,5MG

ENTECAVIR TE*30CPR RIV 0,5MG

TEVA ITALIA Srl
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AVVERTENZE
Danno renale: si raccomanda l'aggiustamento del dosaggio nei pazienticon danno renale (vedere paragrafo 4.2). Le modifiche proposte per ildosaggio si basano sull'estrapolazione di dati limitati e la relativasicurezza ed efficacia non sono state valutate clinicamente. Pertanto,la risposta virologica deve essere attentamente controllata. Riacutizzazione dell'epatite: nell'epatite B cronica sono relativamente comunile riacutizzazioni, caratterizzate da incrementi transitori delle ALTsieriche. Dopo l'inizio della terapia antivirale, in alcuni pazientipossono aumentare le ALT sieriche cosi' come possono diminuire i livelli di HBV DNA (vedere paragrafo 4.8). Tra i pazienti trattati con entecavir, le riacutizzazioni durante il trattamento hanno avuto una mediana di insorgenza di 4-5 settimane. In pazienti con malattia epatica compensata, questi incrementi delle ALT sieriche generalmente non sono accompagnati da un aumento delle concentrazioni di bilirubina sierica oda scompenso epatico. I pazienti con malattia epatica in fase avanzata o cirrosi possono essere a piu' alto rischio di scompenso epatico aseguito di riacutizzazione dell'epatite, e quindi dovranno essere strettamente controllati durante la terapia. E' stata riportata riacutizzazione acuta di epatite anche in pazienti che avevano interrotto la terapia per l'epatite B (vedere paragrafo 4.2). Le riacutizzazioni dopo trattamento sono di solito associate con l'innalzamento dell'HBV DNA, ela maggior parte di esse e' risultata auto-limitante. Tuttavia, si sono osservate riacutizzazioni gravi, inclusi decessi. Tra i pazienti trattati con entecavir che non hanno mai ricevuto nucleosidi, le riacutizzazioni dopo trattamento hanno avuto una mediana di insorgenza di 23-24 settimane e la maggior parte e' stata riscontrata in pazienti HBeAgnegativi (vedere paragrafo 4.8). La funzionalita' epatica deve esserecontrollata a intervalli ripetuti con esami clinici e di laboratorioalmeno ogni 6 mesi dopo l'interruzione della terapia per l'epatite B.Se del caso, si puo' riprendere la terapia per l'epatite B. Pazienti con malattia epatica scompensata: e' stata osservata un'alta percentuale di eventi avversi epatici gravi (indipendentemente dal nesso di causalita') in pazienti con malattia epatica scompensata, in particolare quelli con malattia Child-Turcotte-Pugh (CTP) di classe C, in confrontoalle percentuali riscontrate in pazienti con funzionalita' epatica compensata. Inoltre, pazienti con malattia epatica scompensata possono avere un rischio piu' elevato di acidosi lattica ed eventi avversi renali specifici come la sindrome epatorenale. Pertanto, i parametri clinici e di laboratorio devono essere strettamente monitorati in questa popolazione di pazienti (vedere anche paragrafi 4.8 e 5.1). Acidosi lattica ed epatomegalia grave con steatosi: con l'uso di analoghi nucleosidici e' stata riportata insorgenza di acidosi lattica (in assenza di ipossiemia), a volte fatale, di solito associata a epatomegalia grave ea steatosi epatica. Dato che entecavir e' un analogo nucleosidico, questo rischio non puo' essere escluso. Il trattamento con analoghi nucleosidici deve essere interrotto in caso di aumento dei livelli di aminotransferasi, di epatomegalia progressiva o di acidosi metabolica/lattica ad eziologia sconosciuta. Sintomi digestivi benigni, come nausea,vomito e dolore addominale, possono indicare sviluppo di acidosi lattica. Casi gravi, a volte con esito fatale, sono stati associati a pancreatite, insufficienza epatica/steatosi epatica, insufficienza renale elivelli elevati di acido lattico sierico. Si deve porre attenzione nel somministrare analoghi nucleosidici a pazienti (specialmente se donne obese) con epatomegalia, epatite o altri fattori di rischio noti perpatologia epatica. Questi pazienti devono essere seguiti attentamente. Per differenziare gli incrementi delle aminotransferasi dovuti allarisposta al trattamento da quelli potenzialmente correlati all'acidosilattica, i medici dovranno accertare che le variazioni delle ALT siano associate ad incrementi di altri marker di laboratorio dell'epatiteB cronica. Resistenza e precauzioni particolari per pazienti refrattari alla lamivudina: mutazioni nella polimerasi dell'HBV che codificanoper le sostituzioni associate a resistenza alla lamivudina possono condurre alla conseguente insorgenza di sostituzioni secondarie, inclusequelle associate a resistenza ad entecavir (ETVr). In una piccola percentuale di pazienti refrattari alla lamivudina, le mutazioni ETVr ai residui rtT184, rtS202 o rtM250 erano presenti al basale. Pazienti conHBV resistenti alla lamivudina sono ad alto rischio di sviluppare unasuccessiva resistenza a entecavir rispetto a pazienti non resistenti alla lamivudina. La probabilita' cumulativa di insorgenza di genotipi resistenti a entecavir dopo 1, 2, 3, 4 e 5 anni di trattamento in studisu pazienti refrattari a lamivudina e' stata, rispettivamente, del 6%, 15%, 36%, 47% e 51%. La risposta virologica deve essere controllatafrequentemente nella popolazione refrattaria alla lamivudina e devonoessere effettuati appropriati test di resistenza. In pazienti con unarisposta virologica subottimale dopo 24 settimane di trattamento con entecavir, si deve prendere in considerazione una modifica del trattamento (vedere paragrafi 4.5 e 5.1). Quando si inizia una terapia in pazienti con una storia documentata di HBV lamivudina-resistente, l'uso combinato di entecavir piu' un secondo agente antivirale (che non mostriresistenza crociata con lamivudina o entecavir) deve essere preferitorispetto alla monoterapia con entecavir. La pre-esistenza di HBV-lamivudina resistente e' associata ad un aumento del rischio di successivaresistenza ad entecavir indipendentemente dal grado di malattia epatica; in pazienti con malattia epatica scompensata il breakthrough virologico puo' essere associato a complicazioni cliniche gravi della malattia epatica di base. Pertanto, in pazienti con malattia epatica scompensata e HBV lamivudina-resistente, l'uso combinato di entecavir piu' un secondo agente antivirale (che non mostri resistenza crociata con lamivudina o entecavir) deve essere preferito rispetto alla monoterapiacon entecavir. Popolazione pediatrica: e' stato osservato un minore tasso di risposta virologica (HBV DNA < 50 UI/ml) in pazienti pediatricicon HBV DNA basale >= 8.0 log 10 UI/ml (vedere paragrafo 5.1). Entecavir deve essere usato in questi pazienti solo se i potenziali beneficigiustificano i potenziali rischi nel bambino (ad es. resistenza). Poiche' alcuni pazienti pediatrici possono richiedere un trattamento a lungo termine oppure il trattamento a vita dell'epatite B cronica attiva, deve essere tenuto in considerazione l'impatto di entecavir sulle future opzioni di trattamento.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antivirali per uso sistemico, nucleosidi e nucleotidi inibitori dellatrascrittasi inversa.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede nessuna condizione particolare di conservazione.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
DENOMINAZIONE
ENTECAVIR TEVA COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
ECCIPIENTI
Entecavir Teva 0,5 mg compresse rivestite con film. Nucleo della compressa: mannitolo (E421), cellulosa, Microcristallina (E460), amido di mais, pregelatinizzato, crospovidone, tipo A (E1202), magnesio stearato. Rivestimento della compressa: alcool polivinilico, parzialmente idrolizzato (E1203), titanio diossido (E171), macrogol 3350 (polietilenglicole), talco (E553b). Entecavir Teva 1 mg compresse rivestite con film. Nucleo della compressa: mannitolo (E421), cellulosa, microcristallina (E460), amido di mais, pregelatinizzato, crospovidone, tipo A (E1202), magnesio stearato. Rivestimento della compressa: alcool polivinilico, parzialmente idrolizzato (E1203), titanio diossido (E171), macrogol3350 (polietilenglicole), talco (E553b), ossido di ferro rosso (E172).
EFFETTI INDESIDERATI
a. Riassunto del profilo di sicurezza. In studi clinici su pazienti con malattia epatica compensata, le reazioni avverse piu' comuni di qualsiasi gravita' e almeno possibilmente correlate ad entecavir sono state: cefalea (9%), affaticamento (6%), capogiro (4%) e nausea (3%). E' stata riportata riacutizzazione dell'epatite durante e dopo interruzione della terapia con entecavir (vedere paragrafo 4.4 e c. Descrizione di reazioni avverse selezionate). b. Elenco delle reazioni avverse: lavalutazione delle reazioni avverse si basa sull'esperienza della sorveglianza postmarketing e su quattro studi clinici nei quali 1.720 pazienti con infezione da virus dell'epatite B cronica e malattia epatica compensata sono stati trattati in doppio cieco con entecavir (n = 862)o lamivudina (n = 858) fino a 107 settimane (vedere paragrafo 5.1). Inquesti studi, i profili di sicurezza, incluse le alterazioni dei parametri di laboratorio, sono risultati simili per entecavir 0,5 mg una volta al giorno (679 pazienti HBeAg positivi o negativi naive ai nucleosidi e trattati per una mediana di 53 settimane), entecavir 1 mg una volta al giorno (183 pazienti refrattari alla lamivudina trattati per una mediana di 69 settimane) e lamivudina. Le reazioni avverse considerate almeno possibilmente correlate al trattamento con entecavir sono elencate per classificazione sistemica organica. La frequenza e' definita come molto comune (>= 1/10); comune (da >= 1/100 a < 1/10); non comune (da >= 1/1.000 a < 1/100); raro (da >= 1/10.000 a < 1/1.000). All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sonoriportati in ordine decrescente di gravita'. Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazione anafilattoide. Disturbi psichiatrici. Comune:insonnia. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea, capogiro, sonnolenza. Patologie gastrointestinali. Comune: vomito, diarrea, nausea, dispepsia. Patologie epatobiliari. Comune: transaminasi aumentate.Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: eruzionecutanea, alopecia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento. Sono stati riportati casi di acidosi lattica, spesso associati a scompenso epatico, altre gravi condizioni mediche o esposizione a farmaci (vedere sezione 4.4). Trattamento oltre le 48 settimane: il trattamento con entecavir continuato per una durata mediana di 96 settimane non ha mostrato alcun nuovo segnale sulla sicurezza. c. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Alterazioni dei test di laboratorio: in studi clinici in pazienti mai trattati con nucleosidi, il 5% ha avuto innalzamenti delle ALT > 3 volte rispetto ai valori basali e una percentuale di pazienti <1% ha avuto innalzamenti delle ALT >2 volte rispetto ai valori basali insiemealla bilirubina totale > 2 volte il limite superiore della norma (Upper Limit of Normal, ULN) e > 2 volte rispetto ai valori basali. Livellidi albumina < 2,5 g/dl si sono verificati in < 1% dei pazienti, livelli di amilasi > 3 volte rispetto ai valori basali nel 2%, livelli di lipasi > 3 volte rispetto ai valori basali nell' 11% e piastrine < 50.000/mm^3 nell'1%. In studi clinici in pazienti refrattari alla lamivudina, il 4% ha avuto innalzamenti delle ALT > 3 volte rispetto ai valoribasali e una percentuale di pazienti < 1% ha avuto innalzamenti delleALT > 2 volte rispetto ai valori basali insieme alla bilirubina totale > 2 volte il limite superiore della norma e > 2 volte rispetto ai valori basali. I livelli di amilasi > 3 volte rispetto ai valori basalisi sono verificati nel 2% dei pazienti, livelli di lipasi > 3 volte rispetto ai valori basali nel 18% e piastrine < 50.000/mm^3 nell'1%. Riacutizzazioni durante il trattamento: in studi su pazienti mai trattaticon nucleosidi, durante il trattamento si sono verificati innalzamenti delle ALT > 10 volte il limite superiore della norma e > 2 volte rispetto ai valori basali nel 2% dei pazienti trattati con entecavir verso il 4% di pazienti trattati con lamivudina. In studi su pazienti refrattari alla lamivudina, durante il trattamento si sono verificati innalzamenti delle ALT > 10 volte il limite superiore della norma e > 2 volte rispetto ai valori basali nel 2% dei pazienti trattati con entecavir verso l'11% di pazienti trattati con lamivudina. Tra i pazienti trattati con entecavir, durante il trattamento gli innalzamenti delle ALThanno avuto un tempo medio di insorgenza di 4-5 settimane, generalmente risolti nel proseguimento del trattamento e, nella maggior parte dei casi, sono stati associati con una riduzione della carica virale >=2 log 10 /ml che ha preceduto o e' coincisa con l'innalzamento delle ALT. Durante il trattamento, si raccomanda un controllo periodico dellafunzione epatica. Riacutizzazioni dopo l'interruzione del trattamento: nei pazienti che hanno interrotto il trattamento contro il virus dell'epatite B, inclusa la terapia con entecavir (vedere paragrafo 4.4),sono state riportate riacutizzazioni acute dell'epatite. In studi su pazienti mai trattati con nucleosidi, il 6% dei pazienti trattati con entecavir e il 10% dei pazienti trattati con lamivudina hanno avuto esperienza di innalzamenti delle ALT (> 10 volte il limite superiore della norma e > 2 volte i valori di riferimento [valori minimi al basale omisurazioni all'ultima dose somministrata]) durante il follow-up successivo al trattamento. Tra i pazienti naive ai nucleosidi e trattati con entecavir, gli innalzamenti delle ALT hanno avuto un tempo medio diinsorgenza di 23 - 24 settimane, e l'86% (24/28) degli innalzamenti delle ALT si sono verificati in pazienti HBeAg negativi. In studi su pazienti refrattari alla lamivudina, in cui solo un numero limitato di pazienti ha avuto un follow-up, l'11% dei pazienti trattati con entecavir e nessuno dei pazienti trattati con lamivudina ha sviluppato innalzamenti delle ALT durante il follow-up successivo al trattamento. Neglistudi clinici il trattamento con entecavir e' stato interrotto se i pazienti avevano raggiunto una risposta prespecifica. Se il trattamentodovesse venire interrotto indipendentemente dalla risposta alla terapia, la percentuale degli innalzamenti delle ALT dopo il trattamento potrebbe essere superiore. d. Popolazione pediatrica: la sicurezza di entecavir in pazienti pediatrici da 2 fino a <8 anni di eta' e' basata su due studi clinici in soggetti con infezione cronica da HBV; uno studio di Fase 2 di farmacocinetica (studio 028) e uno studio di Fase 3 (studio 189). Questi studi hanno coinvolto 195 soggetti HBeAg positivi mai trattati prima con nucleosidi e in trattamento con entecavir per una durata media di 99 settimane.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Donne potenzialmente fertili: dato che i rischi potenziali per lo sviluppo del feto non sono conosciuti, le donne potenzialmente fertili devono fare uso di un contraccettivo efficace. Gravidanza: non vi sono studi adeguati riguardanti l'uso di entecavir in donne in gravidanza. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicita' riproduttiva ad alti dosaggi (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale pergli esseri umani non e' noto. Entecavir Teva non deve essere usato durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessita'. Non ci sonodati relativi agli effetti di entecavir sulla trasmissione dell'HBV dalla madre al neonato. Pertanto, si deve intervenire in modo appropriato per prevenire l'acquisizione neonatale dell'HBV. Allattamento: none' noto se entecavir venga escreto nel latte umano. I dati tossicologici disponibili negli animali hanno evidenziato escrezione di entecavirnel latte materno (per i dettagli vedere paragrafo 5.3). Non si possono escludere rischi per i bambini. L'allattamento al seno deve essereinterrotto durante la terapia con Entecavir Teva. Fertilita': studi ditossicologia negli animali ai quali e' stato somministrato entecavirnon hanno mostrato evidenza di perdita di fertilita' (vedere paragrafo5.3).
INDICAZIONI
Entecavir Teva e' indicato per il trattamento dell'infezione cronica da virus dell'epatite B (HBV) (vedere paragrafo 5.1) in adulti con: malattia epatica compensata ed evidenza di replicazione virale attiva, livelli persistentemente elevati dell'alanina aminotransferasi sierica (ALT) ed evidenza istologica di infiammazione attiva e/o fibrosi; malattia epatica scompensata (vedere paragrafo 4.4). Sia per la malattia epatica compensata che scompensata, questa indicazione si basa su dati clinici in pazienti con infezione da virus dell'epatite B HBeAg positivi e HBeAg negativi mai trattati prima con nucleosidici. Per quanto riguarda i pazienti con epatite B refrattari alla lamivudina vedere i paragrafi 4.2, 4.4 e 5.1. Entecavir Teva e' indicato anche per il trattamento dell'infezione cronica da virus dell'epatite B (HBV) in pazientipediatrici da 2 a < 18 anni di eta', mai trattati prima con nucleosidici, con malattia epatica compensata che hanno evidenza di replicazionevirale attiva e livelli persistentemente elevati dell'alanina aminotransferasi sierica (ALT) o evidenza istologica, da moderata a severa, di infiammazione attiva e/o fibrosi. Per quanto riguarda la decisione di iniziare il trattamento nei pazienti pediatrici, vedere paragrafi 4.2, 4.4 e 5.1.
INTERAZIONI
Dal momento che entecavir viene eliminato soprattutto dal rene (vedereparagrafo 5.2), la co-somministrazione con medicinali che riducono lafunzione renale o che competono per la secrezione tubulare attiva puo' aumentare le concentrazioni sieriche di ambedue i medicinali. A parte lamivudina, adefovir dipivoxil e tenofovir disoproxil fumarato, nonsono stati valutati gli effetti della co-somministrazione di entecavircon medicinali che vengono eliminati per via renale o che interessanola funzione renale. I pazienti devono essere controllati attentamenteper gli effetti indesiderati che possono insorgere durante la co-somministrazione di entecavir con tali medicinali. Non sono state osservate interazioni farmacocinetiche tra entecavir e lamivudina, adefovir otenofovir. Entecavir non e' un substrato, un induttore o un inibitoredegli enzimi del citocromo P450 (CYP450) (vedere paragrafo 5.2). Pertanto e' improbabile che si verifichino con entecavir interazioni farmacologiche veicolate dal CYP450. Popolazione pediatrica: studi di interazione sono stati eseguiti solo negli adulti.
POSOLOGIA
La terapia deve essere iniziata da un medico con esperienza nel trattamento dell'infezione cronica da virus dell'epatite B. Posologia. Malattia epatica compensata. Pazienti mai trattati con nucleosidi: la doseraccomandata negli adulti e' di 0,5 mg una volta al giorno, con o senza cibo. Pazienti refrattari alla lamivudina (cioe' con evidenza di viremia durante il trattamento con lamivudina o con la presenza di mutazioni che conferiscono resistenza alla lamivudina [LVDr]) (vedere paragrafi 4.4 e 5.1): la dose raccomandata negli adulti e' di 1 mg una voltaal giorno, da assumere a stomaco vuoto (piu' di 2 ore prima e piu' di2 ore dopo un pasto) (vedere paragrafo 5.2). In presenza di mutazioniLVDr, l'uso combinato di entecavir piu' un secondo agente antivirale(che non mostri resistenza crociata con lamivudina o entecavir) deve essere preferito rispetto alla monoterapia con entecavir (vedere paragrafo 4.4). Malattia epatica scompensata: la dose raccomandata per pazienti adulti con malattia epatica scompensata e' di 1 mg una volta al giorno da assumere a stomaco vuoto (piu' di 2 ore prima e piu' di 2 oredopo un pasto) (vedere paragrafo 5.2). Per quanto riguarda i pazienticon epatite B refrattari alla lamivudina, vedere paragrafi 4.4 e 5.1.Durata della terapia. La durata ottimale del trattamento non e' nota.L'interruzione del trattamento puo' essere presa in considerazione neicasi seguenti: in pazienti adulti HBeAg positivi, il trattamento deveessere continuato almeno fino a 12 mesi dopo il raggiungimento dellasieroconversione dell'HBe (perdita dell'HBeAg e negativizzazione dell'HBV DNA con comparsa di anti HBe in 2 misurazioni sieriche consecutiveripetute ad almeno 3-6 mesi di distanza) o fino a sieroconversione dell'HBs o fino a che risulti efficace (vedere paragrafo 4.4); in pazienti adulti HBeAg negativi, il trattamento deve essere continuato almenofino alla sieroconversione dell'HBs o fino a che risulti efficace. Nei trattamenti prolungati per piu' di 2 anni si raccomanda una valutazione periodica per confermare che la continuazione della terapia sceltarimanga adatta per il paziente. In pazienti con malattia epatica scompensata o cirrosi, l'interruzione del trattamento non e' raccomandata.Popolazione pediatrica: per il dosaggio appropriato nella popolazionepediatrica sono disponibili Entecavir Teva 0,5 mg compresse rivestitecon film, e per dosaggi minori di 0,5 mg puo' essere disponibile unasoluzione orale. La decisione di trattare pazienti pediatrici deve essere basata su un'attenta considerazione delle esigenze individuali delpaziente e riferendosi alle attuali linee guida di trattamento pediatriche compreso il valore delle informazioni istologiche di base. Con il proseguimento della terapia, i vantaggi della soppressione virologica a lungo termine devono essere valutati considerando il rischio associati al trattamento prolungato, compresa la comparsa di resistenza delvirus dell'epatite B. I livelli dell'alanina aminotransferasi sierica(ALT) devono essere persistentemente elevati per almeno 6 mesi primadel trattamento nei pazienti pediatrici con malattia epatica compensata dovuta a epatite B cronica con HBeAg positivo e per almeno 12 mesi nei pazienti con infezione e HBeAg negativo. Nei pazienti pediatrici con peso corporeo di almeno 32,6 kg deve essere somministrata una dose giornaliera di una compressa da 0,5 mg, con o senza cibo. Una soluzioneorale puo' essere disponibile per pazienti di peso corporeo inferiorea 32,6 kg. Durata della terapia nei pazienti pediatrici: la durata ottimale del trattamento non e' nota. In accordo con le attuali linee guida pediatriche, l'interruzione del trattamento puo' essere presa in considerazione nei seguenti casi: in pazienti pediatrici HBeAg positivi, il trattamento deve essere continuato per almeno 12 mesi dopo il raggiungimento della scomparsa di HBV DNA e della sieroconversione dell'HBeAg (perdita dell'HBeAg e comparsa di anti HBe in 2 misurazioni sieriche consecutive ripetute ad almeno 3-6 mesi di distanza) o fino a sieroconversione dell'HBs o fino a che risulti efficace. I livelli dell'alanina aminotransferasi sierica (ALT) e dell'HBV DNA devono essere controllati regolarmente dopo l'interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.4); in pazienti pediatrici HBeAg negativi, il trattamento deveessere continuato almeno fino alla sieroconversione dell'HBs o fino ache risulti efficace. La farmacocinetica nei pazienti pediatrici con danno renale o compromissione epatica non e' stata studiata. Anziani: non e' richiesto alcun aggiustamento della dose in base all'eta'. La dose deve essere aggiustata in accordo alla funzione renale del paziente(vedere le raccomandazioni per il dosaggio nel danno renale e paragrafo 5.2). Sesso ed etnia: non sono richiesti aggiustamenti relativamente al sesso o all'etnia. Danno renale: la clearance dell'entecavir diminuisce con il diminuire della clearance della creatinina (vedere paragrafo 5.2). Si raccomanda l'aggiustamento del dosaggio nei pazienti conclearance della creatinina < 50 ml/min, compresi i pazienti in emodialisi o in dialisi peritoneale continua ambulatoriale (CAPD). Si raccomanda una riduzione della dose giornaliera, utilizzando entecavir soluzione orale, come descritto nell'elenco. In alternativa, nel caso non sia disponibile la soluzione orale, il dosaggio puo' essere aggiustatoaumentando l'intervallo tra le dosi, anch'esso descritto nell'elenco.Le modifiche proposte per il dosaggio si basano sull'estrapolazione didati limitati e la relativa sicurezza ed efficacia non sono state valutate clinicamente. Pertanto, la risposta virologica deve essere attentamente controllata. Clearance della creatinina: >= 50 ml/min. Dosaggio di entecavir*. Pazienti mai trattati con nucleosidi: 0,5 mg una volta al giorno; pazienti refrattari alla lamivudina o con malattia epatica scompensata: 1 mg una volta al giorno. Clearance della creatinina: 30 - 49 ml/min. Dosaggio di entecavir*. Pazienti mai trattati con nucleosidi: 0,25 mg una volta al giorno* o 0,5 mg ogni 48 ore; pazienti refrattari alla lamivudina o con malattia epatica scompensata: 0,5 mg unavolta al giorno. Clearance della creatinina: 10 - 29 ml/min. Dosaggiodi entecavir*. Pazienti mai trattati con nucleosidi: 0,15 mg una volta al giorno* o 0,5 mg ogni 72 ore; pazienti refrattari alla lamivudinao con malattia epatica scompensata: 0,3 mg una volta al giorno* o 0,5mg ogni 48 ore. Clearance della creatinina: < 10 ml/min emodialisi oCAPD**. Dosaggio di entecavir*. Pazienti mai trattati con nucleosidi:0,05 mg una volta al giorno* o 0,5 mg ogni 5-7 giorni; pazienti refrattari alla lamivudina o con malattia epatica scompensata: 0,1 mg una volta al giorno* o 0,5 mg ogni 72 ore. * per dosaggi < 0,5 mg e' raccomandato entecavir soluzione orale.
PRINCIPI ATTIVI
Entecavir Teva 0,5 mg compresse rivestite con film: ogni compressa contiene 0,5 mg di entecavir (come monoidrato). Entecavir Teva 1 mg compresse rivestite con film: ogni compressa contiene 1 mg di entecavir (come monoidrato). Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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